Il Regno del Caos

Siamo tutti sudditi. Non c’è scampo. Ma spesso, troppo spesso, ce lo dimentichiamo.
Si insomma, abbiamo il coraggio di dimenticarcelo.
Credo che quasi tutte le “cose umane” funzionino grazie all’ordine, alla ratio.
Probabilmente è dalla struttura e dal modus operandi del nostro cervello che deriva questa nostra necessità o capacità di ordinare i concetti, le idee, le cose, le persone, i sentimenti…
Ma.
Se quest’ordine non fosse che una enorme, colossale, e soprattutto temporanea illusione.
Si insomma, se tutto ciò che è ordinato non fosse che un aggregato di speranza, forza, e sicuramente amore.
Come sopravvivi, umano?

Sono tremendamente affascinato dai momenti in cui dal Regno arriva, torna, ritorna un mònito; un avvertimento al non scordare chi è il vero monarca nel nostro Universo.
Probabilmente non è per tutti, la consapevolezza.
Ma è essenziale per andare avanti.
Paradosso. La consapevolezza della caoticità, intrinseca e propria del nostro universo (in senso macroscopico e microscopico, fisico e metafisico) ci sa spaventare, ci divora nella sua razionale incomprensibilità; ma è in grado di portarci là, sul confine dove finisce la paura, e comincia l’amore incondizionato come tramite tra la propria esistenza materiale e non.
E’ su quel sottile filo d’argento che la contemplazione del caos ci accompagna.
Siamo parte di esso: siamo la sua più cosciente manifestazione.

Io amo il caos.
Mi ha insegnato ad esistere.